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Il Santo di oggi
21/10/2014

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S. ORSOLA E COMPAGNE MARTIRI

 

Vissero probabilmente nel IV secolo e non nel V come vuole la leggenda. Una Passio del X secolo, infatti, narra di una giovane bellissima, Orsola, figlia di un re bretone, che accettò di sposare il figlio di un re pagano con la promessa che si sarebbe convertito alla fede cristiana. Partì con 11.000 vergini per raggiungere lo sposo, ma l'incontro con gli Unni di Attila provocò il loro martirio. Orsola fu trafitta da una freccia perché non aveva voluto sposare lo stesso Attila. Questa leggenda, comunque, a una base storica, come ha dimostrato il ritrovamento di una iscrizione presso una chiesa di Colonia. L'iscrizione parla del martirio di Orsola e di altre dieci vergini (divenute 11.000 per un piccolo segno sul numero romano XI), martirio avvenuto probabilmente sotto Diocleziano.
Quale, tra le Sante dei primi mille anni di storia cristiana, è stata, nel Medioevo, più celebre e più amata della Santa di oggi, Orsola Martire, accompagnata da uno stuolo di undicimila fanciulle, tutte vergini e tutte Martiri? Nessuna, possiamo dire, perché la leggenda di Sant'Orsola è stata per secoli amata e ripetuta, ed ha ispirato numerose composizioni letterarie e opere d'arte, fra le quali, celeberrime quella dei Memling a Colonia e del Carpaccio a Venezia.
Secondo tale fiaba, c'era una volta una principessa d'Inghilterra, cristiana e figlia di un Re cristiano. Fanciulla di eccezionale bellezza, venne chiesta in sposa da un Principe pagano. Orsola, che si era consacrata segretamente a Dio, non disse di no, ma chiese tre anni di tempo, per meglio conoscere la volontà del Signore. Chiese anche la conversione del futuro sposo, e mille compagne per sé e per ciascuna delle dieci ancelle del suo seguito.
Si formò così una schiera di undicimila fanciulle che, guidate da Orsola, attraversò il mare tra l'Inghilterra e il continente su una flotta di undici navi. Poi risalì il corso del Reno fino alla Svizzera, dove proseguì fino a Roma, in devoto e variopinto pellegrinaggio.
Nel viaggio di ritorno, sempre per la stessa via, le undicimila fanciulle trovarono la città di Colonia assediata dagli Unni. La furia dei barbari si sfogò su quelle donne cristiane, che furono tutte martirizzate in un solo giorno. Tutte meno una, e cioè Orsola.
Della sua bellezza si invaghì infatti il famigerato capo degli Unni, Attila, il quale la chiese anch'egli in sposa, promettendole salva la vita. Orsola rifiutò, e morì anch'essa, trafitta da innumerevoli frecce.
Questa, in breve, è la leggenda di Sant'Orsola e delle sue compagne; una leggenda, come abbiamo detto, di incredibile successo nel Medioevo, benché oggi la critica l'abbia facilmente ridotta a nulla, o a quasi nulla.
Diciamo " quasi " perché qualcosa c'è, e ci aiuta a comprendere l'origine di questo pittoresco romanzo agiografico.
A Colonia si ritrovarono, nell'VIII secolo, le reliquie di giovani donne, presso una chiesa dedicata ad alcune Vergini fino allora sconosciute.
E fu trovato, tra altri nomi femminili, anche quello di Orsola, una bambina di undici anni, cioè, latinamente, undecimilia. Quell'indicazione di età, a quanto sembra, venne letta come undecimilia, cioè undicimila. Da qui, la storia delle undicimila compagne, e della Principessa d'Inghilterra, che le avrebbe condotte al suo seguito.
Così, per imprevedibili vie, la leggenda più fantasiosa, la favola più commovente venne a formarsi intorno al nome di una sconosciuta bambina di Colonia, riempiendo dei suoi colori il mondo della devozione e anche dell'arte, finché la critica del nostro tempo ha fatto scoppiare questo vivacissimo palloncino, non lasciandone nulla, fuor del rimpianto.

 

 

 

 

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