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22/09/2014

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S. MAURIZIO MARTIRE

 

Abbiamo loro notizie da Euleterio, vescovo di Lione, che racconta di centinaia di soldati martiri capitanati da Maurizio. Questi soldati, appartenenti alla legione "tebea" di Massimiano Erculeo, furono sterminati perché si rifiutarono di andare in Gallia a perseguitare cristiani. Dalle ricerche storiche fatte fino ad oggi, risulta che, prima della grande persecuzione di Diocleziano, probabilmente attorno al 286, Massimiano Erculeo intraprese una spedizione in Gallia contro Bagaudi. Alcuni soldati della legione, probabilmente una coorte capitata da Maurizio, si rifiutarono di celebrare in onore degli dei e furono martirizzati presso Agaunum, nel Vallese. In questa regione, dove loro culto è molto antico, nel 1893 è stata trovata una basilica risalente a quell'epoca.
Verso la metà del terzo secolo Origene scriveva che le nuove reclute del cristianesimo provenivano principalmente dai ceti popolari "tra i tessitori, i follatori e i calzolai". Ma anche le famiglie della borghesia provinciale fornivano alla religione di Cristo nuovi fedeli: avvocati, magistrati, funzionari imperiali e legionari ingrossavano le file del cristianesimo. La presenza dei cristiani nella milizia smentiva il sospetto che essi non fossero buoni cittadini, anche se alcuni di loro posero l'obiezione di coscienza, quando si trattò, come nel caso di Maurizio e compagni, appartenenti alla legione tebea, non di difendere l'impero dai suoi nemici, ma la propria fede nell'unico Dio rifiutando un sacrificio agli dei, equivalente all'apostasia.
La mentalità dei cristiani non poteva del resto coincidere con quella pagana. Pur rispettosi delle leggi e leali verso l'impero, non mettevano la patria terrena al di sopra di tutto. Un certo disinteresse per l'estensione dell'impero fu spesso scambiato per avversione e punito con estremo rigore. Prova ne è l'episodio che ha come protagonisti il "primicerius" della legione tebea Maurizio, il "campidoctor" Essuperio, il "senator militum" Candido e tutti i loro commilitoni cristiani, sottoposti a flagellazione e poi decapitati per essersi rifiutati di proseguire verso la Gallia in una spedizione punitiva contro i cristiani, o (secondo un altro racconto) di sacrificare agli dei prima di muovere contro i ribelli Bagaudi. La prima versione è desunta dalla Passio Acaunensium martyrum, scritta dal vescovo di Lione Eucherio verso il 450. Secondo questo racconto Maurizio e compagni appartenevano alla legione tebea, che Massimiano Erculeo, associato al governo nel 286 come collega dall'imperatore Diocleziano, aveva trasferito con altre truppe dall'Egitto alla Gallia per arginare la diffusione del cristianesimo. Giunti ad Agaunum (l'odierna St-Maurice, nel Vallese), presso Martigny, Maurizio e compagni non vollero proseguire per una ragione assai comprensibile.
Massimiano, dopo aver fatto somministrare ai riottosi l'umiliante flagellazione pubblica, per decimazione, non essendo riuscito a piegarli all'obbedienza, fece decapitare l'intera legione (un migliaio di soldati; secondo la Passio addirittura seimila, ma si trattò più probabilmente di una coorte). Nonostante il giudizio contrastante degli studiosi sulla Passio scritta dal vescovo Eucherio, vi sono testimonianze molto antiche del culto dei martiri di Agaunum, dove gli scavi compiuti nel 1893 hanno messo in luce i resti di una primitiva basilica del IV secolo.

 

 

 

 

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