04/03/2015



S. CASIMIRO, S. LUCIO

 

Nasce a Cracovia, nel 1458. Figlio del re di Polonia, appartenente alla dinastia degli Jagelloni, di origine lituana. Quando gli Ungheresi si ribellarono al loro re, Mattia Corvino, e offrirono al tredicenne principe Casimiro la corona, questi vi rinunciò appena seppe che il papa si era dichiarato contrario alla deposizione del regnante. Impegnato in una politica di espansione, re Casimiro IV (1440-1492) diede al terzogenito l'incarico di reggente di Polonia e il principe, minato dalla tubercolosi, svolse il compito senza lasciarsi irretire dalle seduzioni del potere. Non si piegò alle ragioni di Stato quando gli venne proposto dal padre il matrimonio con la figlia di Federico III, per allargare i già estesi confini del regno. Il principe Casimiro non voleva venir meno al suo ideale ascetico di purezza per vantaggi materiali cui non ambiva. Di straordinaria bellezza, ammirato e corteggiato, Casimiro aveva riservato il suo cuore alla Vergine. Si spegne a 25 anni a Grodno (in Lituania) il 4 marzo 1484. Nel 1521 papa Leone X lo dichiarò patrono della Polonia e della Lituania. (Avvenire)

La regina Elisabetta d'Asburgo, madre di Casimiro, terzogenito di Casimiro IV re di Polonia, ebbe tredici figli, dodici dei quali cinsero la corona regale e uno, Casimiro, quella ben più gloriosa dei santi, dopo aver rinunciato a quella di re d'Ungheria. Casimiro era nato a Cracovia, nel 1458, figlio del re di Polonia, appartenente alla dinastia degli Jagelloni, di origine lituana. Quando gli Ungheresi si ribellarono al loro re, Mattia Corvino, e offrirono al tredicenne principe Casimiro la corona, questi vi rinunciò appena seppe che il papa si era dichiarato contrario alla deposizione del regnante e alla imposizione con la forza del giovane re. Il principe aveva infatti come ambizione, se ambizione si può dire, di realizzare l'ideale ascetico della povertà e dell'umiltà.
Il capostipite della dinastia, il pagano Jagellone, sovrano della Lituania, nel 1385 si era convertito insieme col suo popolo al cattolicesimo, legando i suoi interessi a quelli della Polonia. La dinastia degli Jagelloni sarebbe rimasta sul trono di Polonia fino al 1572, estendendo le conquiste dalla Prussia all'Ungheria e realizzando in parte l'antico sogno di abbracciare in un unico regno tutti gli stati fra il Baltico e il Mar Nero. Impegnato in questa politica di espansione, re Casimiro IV (1440-1492) diede al terzogenito l'incarico di reggente di Polonia e il principe, già minato dalla tubercolosi, svolse il compito con intelligente politica, senza tuttavia lasciarsi irretire dalle seduzioni del potere.
Fu servitore diligente del suo Stato, ma non si piegò alle ragioni di Stato quando gli venne proposto dal padre il matrimonio con la figlia di Federico III, per allargare, con la politica matrimoniale, i già estesi confini del regno. Il principe Casimiro non voleva venir meno al suo ideale ascetico di purezza per vantaggi materiali che non ambiva. Di straordinaria bellezza, ammirato e corteggiato, Casimiro aveva riservato il suo cuore unicamente alla Vergine. "Anima mia, - egli scriveva in uno dei tanti "madrigali" che dedicava alla Madonna - non passare giorno senza tributare i tuoi omaggi a Maria; solennizza devotamente le sue feste, celebra tutte le sue virtù. Ammira la sua grandezza e la sua altezza sopra tutte le creature". Spentosi all'età di venticinque anni a Grodno (nella Lituania annessa alla Russia) il 4 marzo 1484, ebbe appena morto la venerazione unanime di tutto il popolo polacco.
Nel 1521 papa Leone X lo incluse nell'elenco dei santi dichiarandolo patrono della Polonia e della Lituania.

 

S. Lucio

 

Papa dal 25/06/253 al 05/03/254)
Romano. Non appena eletto venne arrestato e mandato in esilio, dal quale, "per volere di Dio, restò incolume", come si legge nei documenti ufficiali.

Assurse al soglio pontificale il 25 giugno del 253, pochi giorni dopo la morte del suo predecessore Cornelio.
Non è dato sapere come ma nonostante il suo brevissimo pontificato riuscì ad emanare il decreto per il quale: "... ogni presbitero doveva essere accompagnato da due preti e tre diaconi... a testimonianza del comportamento di tutti".
Il suo papato, dopo la morte dell'imperatore Treboniano Gallo e l'evento di Valeriano, fu da considerarsi abbastanza tranquillo sul fronte delle persecuzioni.
Dopo un breve esilio a Lucio fu concesso di ritornare a Roma. Morì di morte naturale e fu sepolto nella cripta di san Callisto o forse di santa Cecilia. Dapprima dichiarato santo per il suo martirio, Lucio fu successivamente cancellato dal Calendario Universale della Chiesa.

 

 

 

 

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