Quella che in molti calendari è segnata oggi con il nome di Beata Cristiana ebbe in realtà il nome di Nina, o Nino, o Nuné. Non fu una principessa, né una gentildonna, ma una povera schiava.
Eppure, oltre a conquistare l'aureola della santità, Nina - Cristiana - ebbe la ventura di diventare personaggio importante nella storia del suo paese, o meglio del paese dove era stata obbligata a vivere, la Georgia, dopo essere stata fatta schiava chissà in quali circostanze. Nel IV secolo, al tempo di Costantino, la Georgia, tra il Mar Nero e il Mar Caspio, era ancora un paese barbaro e idolatra. In quel paese, la schiava Nina viveva da cristiana, cioè in castità, umiltà, temperanza, carità e preghiera.
I suoi modi destavano la curiosità di quanti la conoscevano, che ammiravano senza comprendere. Dicevano di lei: " E’ una cristiana " e in quella parola concentravano tutte le virtù e le doti della fanciulla.
Forse le attribuivano poteri superiori, tant'è vero che un giorno una mamma disperata le portò un bambino in fin di vita. Nina lo depose sul suo lettuccio di schiava e si mise a pregare con fervore.
" Lo ha guarito lei! " dissero poi. Ma Nina rispondeva: " Non sono stata io, ma quel Dio in cui credo e che prego ". Così, la fama della schiava e del suo Dio potente e misericordioso corse per il paese. Perfino la Regina, malata di un male incurabile, chiamò a sé la donna cristiana.
Nina protestò umilmente la sua umana incapacità. Allora la Regina si trascinò fino alla capanna della schiava, si stese sul misero giaciglio, e si rialzò guarita, mentre la Santa pregava accanto a lei.
li resto corre come una bella favola. Il Re volle compensare degnamente la schiava. Ma ella, che disprezzava l'oro, l'onore e i piaceri, non aveva che un desiderio: che anche i Sovrani, insieme con tutto il popolo, possano conoscere e adorare quel Gesù che esaudisce le sue preghiere.
Così, il Re della Georgia decise di abbracciare la religione della schiava cristiana. " Ma che cosa devo fare? " chiese a Nina, che aveva chiamato al suo fianco. Ella non era un Vescovo, per poter consacrare; non era un sacerdote, per celebrare la Messa, e neanche un diacono, per battezzare.
Ma la sua risposta fu sicura: " Bisogna costruire una chiesa " disse. Costruire cioè, per prima cosa, la casa del Signore, il luogo della preghiera, perché la preghiera è il primo contatto tra le creature e Dio.
Improvvisatasi architetto, Santa Nina tracciò così la pianta della chiesa. Poi consigliò al Re di chiedere un Vescovo all'Imperatore Costantino.
Quando il Vescovo, con un sacerdote, giunse nel paese lontano, barbaro e idolatra, trovò un Re e una Regina già cristiani per fede, se non per Battesimo, e un popolo intero pronto ad abbracciare la religione della schiava Nina: la religione della carità e dei prodigi nel bene.
Fu così che Santa Nina, prima evangelizzatrice della Georgia, schiava che liberò un intero paese dalla servitù dell'errore, è restata per quel popolo la " cristiana " per eccellenza, " Santa Cristiana ". E così, semplicemente, la chiama il Martirologio della Chiesa: " Santa Cristiana serva ".