30/04/2015



S. PIO V PAPA

 

(Papa dal 17/01/1566 al 01/05/1572)
Antonio Michele Ghislieri, religioso domenicano, creato vescovo e cardinale, svolse compiti di alta responsabilità nella Chiesa. Divenuto papa col nome di Pio V, operò per la riforma della Chiesa in ogni settore, sulle linee tracciate dal Concilio tridentino. Pubblicò i nuovi testi del Messale (1570), del Breviario (1568) e del catechismo romano. (Mess. Rom.)

E’ ricordato principalmente come il papa della vittoria di Lepanto, non perché fosse un uomo bellicoso, ma perchè con la sua autorità e col suo prestigio personale riuscì ad imporre una tregua nelle risse casalinghe degli Stati europei e a spingerli in "santa alleanza" per arginare la minacciosa avanzata dei Turchi. Il 7 ottobre del 1571 la flotta cristiana inflisse nelle acque di Lepanto una sconfitta definitiva a quella turca. Quel giorno stesso Pio V, che non disponeva dei rapidi mezzi di comunicazione attuali, ordinò di suonare le campane di Roma invitando i fedeli a ringraziare Dio per la vittoria ottenuta.
Antonio Ghisleri, eletto papa nel 1566 col nome di Pio V, era nato a Bosco Marengo, in provincia di Alessandria, nel 1504. A 14 anni era entrato tra i domenicani. Dopo l'ordinazione sacerdotale, bruciò tutte le tappe di un'eccezionale carriera: professore, priore del convento, superiore provinciale, inquisitore a Corno e a Bergamo, vescovo di Sutri e Nepi, cardinale, grande inquisitore, vescovo di Mondovì, papa. Il titolo di inquisitore può renderlo antipatico agli occhi dell'uomo d'oggi, che dell'Inquisizione s'è fatto un concetto spesso deformato da racconti superficiali. In verità, Pio V fu un papa scomodo, come sono scomodi tutti i riformatori dei costumi. Ma è titolo di merito per lui di avere debellato la simonia della Curia romana e il nepotismo. Ai numerosi parenti accorsi a Roma con la speranza di qualche privilegio, Pio V disse che un parente del papa può considerarsi sufficientemente ricco se non conosce l'indigenza.
Tra le riforme in campo pastorale, da lui promosse sulla scia del concilio di Trento, ricordiamo l'obbligo di residenza per i vescovi, la clausura dei religiosi, il celibato e la santità di vita dei sacerdoti, le visite pastorali dei vescovi, l'incremento delle missioni, la correzione dei libri liturgici, la censura sulle pubblicazioni. La rigida disciplina che il santo pontefice impose alla Chiesa fu norma costante della sua stessa vita. Prima come vescovo e cardinale, poi come papa, attuava l'ideale ascetico del frate mendicante.
Accondiscendente con gli umili, paterno con la gente semplice, ma irriducibilmente severo con quanti compromettevano l'unità della Chiesa, non esitò a scomunicare e a decretare la destituzione della regina d'Inghilterra, Elisabetta I, ben sapendo quali conseguenze tragiche avrebbe avuto questo gesto per i cattolici inglesi. Pio V morì il I maggio 1572, a sessantotto anni. Fu canonizzato nel 1712. Il nuovo calendario ha fissato la sua memoria il 30 aprile. Precedentemente veniva celebrata il 5 maggio.

 

 

 

 

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